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Saturday 24 November 2007
Category: Real Estate
Liguria: patrimonio immobiliare in vendita
Nuova pagina 1

È stata avviata la vendita dei beni immobiliari non più strumentali alle Asl liguri. L’operazione permetterà un cospicuo ritorno economico per la Regione Liguria che verrà in gran parte utilizzato per coprire il debito sanitario del 2005.
La procedura studiata è quella della cartolarizzazione: i beni sono stati ceduti dalle aziende sanitare ad Arte Genova, l’azienda che gestisce il patrimonio pubblico genovese e successivamente da questa a SC Liguria, società costituita appositamente per l’occasione e controllata da Filse.
Il finanziamento necessario è stato fornito da BNL e Gruppo PNP Paribas che hanno erogato 123 milioni di euro necessari per far partire la cartolarizzazione.

Il patrimonio immobiliare è composto da 390 cespiti provenienti dalle ASL Imperiese, Savonese, Genovese, Chiavarese, Spezzina, IST, A.O. Villa Scassi, E.O. Galliera, A.O. Santa Corona. Molto eterogenee le tipologie e le localizzazioni: 137 unità immobiliari suscettibili di utilizzo senza radicali trasformazioni, 17 immobili dimessi ubicati in zone urbane centrali utilizzabili con radicali trasformazioni e 5 complessi immobiliari di ampie dimensioni che andrebbero completamente ristrutturati. Nell’elenco compaiono inoltre 231 appezzamenti di terreno per circa 2,6 milioni di metri quadrati. La superficie complessiva dei fabbricati è di circa 134.000 mq.

La procedura di cartolarizzazione è stata scelta per i notevoli vantaggi che offre: consente di beneficiare degli sgravi fiscali previsti dalla legge e di costituire il patrimonio in vendita come unico elemento di garanzia, disponendo così del tempo necessario per la valorizzazione complessiva tuttora in corso. In questo caso inoltre, BNL e Gruppo PNP Paribas hanno finanziato direttamente l’operazione per un importo superiore al valore stimato.
Sc Liguria in collaborazione con Arte Genova, BNL Fondi Immobiliari SGR p A e Filse gestirà i beni fino alla loro completa vendita, prevista in tre anni e attraverso aste pubbliche per lotti. In caso entro il 3 dicembre 2007 arrivasse una congrua offerta per l’acquisto in blocco, questa costituirà la base di un’asta pubblica.

 

Friday 16 November 2007
Category: Real Estate
PATRIMONIO IMMOBILIARE DEI COMUNI 320 MLD: 40% E’ VENDIBILE
Nuova pagina 1

I Comuni italiani possiedono un patrimonio immobiliare di 170 milioni di metri quadrati, esclusi terreni e beni storici, pari a 320 miliardi di euro. E’ la stima di Scenari immobiliari, centro studi che ha organizzato oggi a Milano il convegno "Come utilizzare la ’miniera’ immobiliare dei Comuni". Questo patrimonio è composto per circa il 60% da scuole o uffici pubblici e quindi non è vendibile neanche in teoria. Il restante 40%, pari a circa 130 miliardi di euro, è destinato invece a negozi, uffici affittati a privati e case. Un patrimonio enorme che, se fosse messo sul mercato, rappresenterebbe la più grande operazione immobiliare in Italia dai tempi di Quintino Sella.

Secondo l’istituto di ricerche, nel corso degli ultimi anni, i Comuni hanno già effettuato vendite per circa sei miliardi, circa un miliardo all’anno. Una quota molto inferiore ai 20 miliardi di immobili venduti dallo Stato e dalle società pubbliche tra il 1999 e il 2005. Altri 30 miliardi, nello stesso periodo, sono stati venduti da banche e assicurazioni. Ora l’attenzione si è spostata sugli enti locali, anche perché lo Stato, attraverso l’Agenzia del Demanio, ha scelto una strategia diversa e si sta concentrando su immobili più complessi come le caserme. "C’è grande interesse - ha detto il presidente di Scenari immobiliari Roberto Breglia - perché nei Comuni c’è un patrimonio enorme, immediatamente utilizzabile e di tutte le tipologie".

Questi immobili, "possono essere utilizzati - ha continuato - non solo per fare cassa, ma anche come straordinaria opportunità di trasformazione delle città". Una strategia che, a suo parere, potrebbe utilizzare anche nuovi strumenti finanziari, come le Siiq. "Possono funzionare molto bene - ha detto - perché il Comune garantirebbe agli investitori un canone di locazione a lungo termine e manterrebbe il controllo del 51%". Lo scopo, ha concluso, deve essere anche quello di mettere a disposizione dei cittadini case a basso prezzo, a patto che i Comuni giochino un "ruolo forte. Tutto il resto c’è: investitori, costruttori e strumenti finanziari".

Possibili apripista sono i Comuni di Torino e Milano, che hanno però scelto di creare fondi immobiliari. "Insieme alla Cassa depositi e prestiti - ha detto l’assessore alla Casa di Palazzo Marino, Gianni Verga - abbiamo valutato tutte le possibili ipotesi come società miste, Siiq o cartolarizzazioni. Alla fine il fondo è risultato lo strumento più adatto alle esigenze dell’amministrazione e alla massimizzazione delle risorse. Un processo che ha come obiettivo non solo l’alienazione, ma anche la valorizzazione" dei 76 immobili conferiti dal Comune al fondo, compreso un ospedale in provincia di Sondrio. I ricavi, ha concluso, saranno destinati per metà a edilizia residenziale sociale e per l’altra metà a infrastrutture. L’operazione dovrebbe concludersi entro il 2007

 

Wednesday 07 November 2007
Category: Real Estate
SGR IMMOBILIARE PER IL GRUPPO NORMAN E LE FONDAZIONI DI ORIGINE BANCARIA
Nei primi nove mesi

Norman 95 S.p.A., holding operativa del Gruppo Norman, Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e Fondazione Cassa di Risparmio di Asti rilevano la maggioranza del capitale azionario di REAM Sgr società di gestione del risparmio, già di proprietà di Alerion S.p.A., che mantiene una partecipazione al 10% delle quote. L’assemblea degli azionisti della Società di gestione del risparmio riunitasi oggi ha designato Fabrizio Palenzona quale presidente; Francesco Sangiorgio ricopre la carica di direttore generale.

La missione di REAM Sgr, determinata dall’univocità di obiettivi e dalla visione dei soci, è quella di veicolare le migliori capacità industriali dei settori immobiliare, industriale e finanziario tramite soggetti orientati allo sviluppo del territorio, attraverso l’istituzione e la gestione trasparente e professionale di fondi immobiliari. L’ingresso delle Fondazioni Cassa di Risparmio di Alessandria e di Asti nella compagine sociale di REAM Sgr, con il 70% di azioni detenute in quote paritetiche, è una novità importante nel panorama italiano della gestione del risparmio in quanto le fondazioni di origine bancaria allocano da tempo risorse nei fondi come strumenti finanziari di investimento: nel caso di REAM Sgr, la scelta delle Fondazioni consiste nell’entrare direttamente nel capitale sociale indicando chiaramente una nuova strategia di investimento, in linea con la missione storica improntata allo sviluppo del proprio territorio di riferimento.

REAM Sgr è già oggetto di grande interesse da parte di altre importanti fondazioni di origine bancaria: la Fondazione Cassa di Risparmio di Torino ha infatti inviato, in data odierna, una manifestazione di interesse a entrare nel capitale sociale di REAM Sgr S.p.A., subordinatamente alla conformità delle politiche di investimento della SGR alla policy dell’Ente torinese e alle autorizzazioni a procedere da parte della Banca d’Italia; l’ingresso nella SGR è funzionale al conferimento a REAM dell’incarico per la strutturazione, l’istituzione e la gestione di un Fondo Comune di Investimento Immobiliare - con caratteristiche e finalità etiche - per la realizzazione di interventi diretti alla valorizzazione del territorio in cui la Fondazione opera.

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