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Saturday 16 February 2008
Category: Real Estate
Real Estate: prezzi in crescita nel 2008
In uno studio presentato a Milano

In uno studio presentato a Milano, gli esperti di Scenari Immobiliari hanno calcolato per il 2008 un aumento medio dei prezzi delle abitazioni intorno al 4%, che insieme a quello della Germania è il più alto tra i più ricchi Paesi europei. In Francia l’apprezzamento è stimato intorno al 3,3%, in Spagna al 3,7%, in Inghilterra al 3,9%.
La buona dinamica dei prezzi si riflette anche sugli altri settori del real estate italiano: il settore turistico alberghiero godrà nel 2008 di un +4,3%, quello terziario del +4,5%, quello commerciale del + 3,5%. Tuttavia, nel corso di quest’anno, il fatturato immobiliare procederà con il freno tirato: la crescita si fermerà al 2,9%, mentre l’anno passato è stata calcolata con un tasso del 5% e nel 2006 del 5,6%.
A breve Scenari Immobiliari pubblicherà un report interamente dedicato agli oltre 400 processi di trasformazione urbana in corso o in fase di lancio nelle città italiane e che nel prossimo decennio attiveranno investimenti per 100 miliardi di euro. Ma la vera risorsa per il real estate italiano è rappresentata dal patrimonio ora in mano a enti pubblici o privati e che potrebbe essere collocato sul mercato. Scenari immobiliari ha calcolato in 162 miliardi il valore del patrimonio, 78 di proprietà di soggetti pubblici (Comuni, 55 miliardi; Regioni, 15; e Asl, 8) e altri 84 nelle disponibilità dei privati (le assicurazioni detengono 22 miliardi di immobili “vendibili”, le banche 16 miliardi, i fondi previdenziali 14, quelli immobiliari 27, a cui si aggiungono i 5 che saranno gestiti dalle SIIQ). Nell’ultimo decennio, le dismissioni in Italia hanno messo in circolazione 30 miliardi di euro, il 70% dei quali rappresentati da immobili per il terziario e negli ultimi cinque si è definitivamente consolidata la presenza in Italia di operatori finanziari esteri. Dal 2002 a oggi sono ammontati a 11,2 miliardi di euro gli investimenti immobiliari di fondi e società quotate non italiane, che hanno dimostrato un interesse quasi esclusivo per il settore degli uffici (40%) e per quello commerciale (45%).

Tuesday 12 February 2008
Category: Renewable Energy
2007: Italian project financing trend is falling
In the 2007, Italian trend for the project financing has experienced a slowdown compared to the previous year. The projects counted (1,335) increased by 27% compared to 55% of 2006. The value of the financing granted has increased 33% (+46% in 2006) to the value of about 25 billion. Data are even less comforting regarding public bids: public infrastructure or public utilities are grown just 6% compared with 2006, arriving at 6 billion. Bank institutions have indicated 2,980 mandates and reported 322 financial closing for 24,6B divided in: water (14%), parking (12,5%), Health (12,2%) and Road infrastructures (11,6%).
Thursday 24 January 2008
Category: Private Equity
M&A: 2007, L’ANNO DEI RECORD
Cordea Savills ha chiuso il collocamento di Italian Opportunities N

Fusioni e acquisizioni: Rapporto KPMG Corporate Finance 2007

Operazioni per oltre 147 miliardi di euro di controvalore (+47,7% rispetto al 2006).

Superato il precedente record del 1999 (pari a 135 miliardi di euro). Il 2007 è stato l’anno d’oro per il mercato italiano delle fusioni e acquisizioni. L’anno che si sta per concludere, infatti, fa segna re un nuovo record storico per l’attività M&A in Italia, con operazioni chiuse per un controvalore di 147,7 miliardi di euro (+47,7% rispetto ai 100 miliardi del 2006). Superato nettamente quindi il precedente record di 135 miliardi di euro che risaliva al 1999. In termini di volumi invece sono state perfezionate 443 operazioni, un dato sostanzialmente in linea con quello dello scorso anno.

Di queste, ben 116 hanno riguardato acquisizioni all’estero da parte di aziende italiane, per un controvalore di circa 60 miliardi di euro. Un dato che rappresenta un nuovo primato, confermando anche a livello di sistema Paese, la vitalità dell’imprenditoria italiana. Tra i “campioni nazionali” che hanno fatto più acquisizioni all’estero nel corso del 2007, va sottolineato l’attivismo dell’ENI che ha concluso 5 transazioni per quasi 10 miliardi di euro di controvalore. Gli Stati Uniti con 21 operazioni, sono il Paese dove le aziende italiane hanno comprato di più. Tra le acquisizioni in USA si segnalano quelle di Luxottica su Oakley (1,5 miliardi di euro), e di Tenaris Dalmine su Hydril (1,67 miliardi di euro). Il “mini dollaro”, e le potenzialità dell’economia nordamericana come mercato di sbocco, si confermano dunque, elementi di forte attrattiva, per orientare gli investimenti delle aziende italiane. Sempre tra i Paesi target ci sono la Germania (13 acquisizioni), l’Inghilterra (10), la Francia (9) e la Spagna (8) a dimostrazione che il processo d’integrazione delle economie europee sta accelerando. ABCD News Per Fiani “Si tratta di un fenomeno trasversale che tocca non solo i settori tradizionali come banche, assicurazioni o energia ma un po’ tutti i segmenti di mercato. Nel farmaceutico ad esempio, l’acquisizione della Madaus Pharma in Germania da parte di Rottapharm per 610 milioni di euro è la più grande operazione di acquisizione mai realizzata da un’impresa farmaceutica italiana in Europa.

In evidenza, ci sono state anche le aziende del settore Media ed Editoria con le operazioni Mediaset su Endemol ed RCS su Recoletos, i beni di largo consumo con Campari ed Autogrill, solo per citare qualche altro caso significativo.” Le acquisizioni di aziende italiane da parte di investitori esteri sono state 82 per un controvalore di 27,4 miliardi di euro. Tra queste vale la pena ricordare l’acquisizione di Fastweb da parte dell’elvetica Swisscom (3,1 miliardi di euro) e il passaggio di Cariparma, Friuladria e di 210 sportelli bancari da IntesaSanPaolo alla francese Credit Agricole per 5,9 miliardi di euro. Le prime 10 operazioni del 2007 valgono da sole 87 miliardi di euro ovvero il 59% del mercato. Nella “top ten” delle operazioni più importanti troviamo al primo posto l’acquisizione di Endesa da parte di Enel per 28,5 miliardi di euro seguita dalla fusione bancaria tra Unicredit e Capitalia per 21,9 miliardi di euro. Tra le altre, spiccano l’acquisizione di Olimpia da parte di Telco per il controllo di Telecom Italia (4,1 miliardi di euro) e l’operazione messa a segno da ENI sulle attività “upstream” della Dominion nel Golfo del Messico, per 3,6 miliardi di euro. Uno dei settori più dinamici in termini di volumi di attività è stato il consumer market (beni di largo consumo, food & beverage, lusso, etc.) con 110 operazioni che però hanno taglia piuttosto modesta (l’intero controvalore è pari ad appena 10 miliardi di euro). Il processo di consolidamento continua a ritmi sostenuti nel settore finanziario con 92 operazioni pari ad oltre 62 miliardi di euro. Tra queste (oltre ad Unicredit-Capitalia) si possono evidenziare la fusione tra BPVN e BPI per 6,7 miliardi e quella tra BPU e Banca Lombarda per 6,1 miliardi. Infine, rimane molto attivo anche un altro settore regolamentato come quello “energy & utilities” con 36 operazioni per 41 miliardi di controvalore. I fondi di Private Equity hanno realizzato oltre il 15% del totale delle operazioni in Italia per un controvalore che sfiora i 10 miliardi di euro. Tra queste va sottolineata l’acquisizione del Fondo Permira su Valentino, uno dei marchi storici del Fashion italiano, rilevato per 1,4 miliardi di euro. Il 2007 si è rivelato anche un anno particolarmente positivo per le IPO. Sono state, infatti, 31 i collocamenti al listino milanese, tra cui spicca l’OPV (Offerta Pubblica di Vendita) di Prysmian da 1 miliardo di euro, mentre anche da noi per la prima vo lta si è assistito alla quotazione di fondi di Private Equity con le IPO di Mid Industry Capital e Cape Listed Investment Vehicle In Equity.

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